TAG: Quanto conta l'inci? V.2

30 luglio 2015

Che io sia una curiosona è cosa accertata e risaputa. 
Proprio per questo motivo più di un anno fa ho ideato un tag per potermi confrontare anche su un tema sul quale mi affacciavo da relativamente poco: la cosmesi eco bio. Quella che era per me una sconosciuta - perché come amo (e odio) sempre ricordare, fino a qualche annetto fa mi cospargevo di olio Johnson's per andare al mare, non sapendo che avrei inquinato quello che per me è un amore ventennale, che non mi sarei certamente protetta dal sole e che tra l'altro, avrei finanziato qualcosa che non mi piace; perché acquistare è anche finanziare - è diventata una certezza.


Quanto conta l'inci? È il tipico tag botta e risposta. Le domande a cui dover rispondere sono quindici ed il tag ad altri blog è facoltativo. È invece obbligatorio citare la fonte Cosmetic Mind.


1. In che modo hai iniziato ad interessarti ai prodotti bio?
Quando ho cominciato a seguire alcune delle youtuber italiane. Si sentiva parlare di spignatto e sinceramente, non capivo cosa volesse dire fin quando non ho visto le suddette youtuber armeggiare tra misurini e bilance. Poi ho conosciuto MissHaul e mi si è aperto un mondo, sembrava che i prodotti di cui parlava promettessero risultati attendibili rispetto alle tante pubblicità che mi bombardavano notte e giorno. Con la nascita del gruppo Le Paperelle di MissHaul ho cominciato a capirci qualcosina in più e poi è sopraggiunto l'attesissimo ed inevitabile primo ordine bio.

2. Qual è stato il tuo primo acquisto bio?
Il primo vero acquisto bio contenente solo ed esclusivamente sostanze reperibili in natura fu il memorabile Gel d'Aloe puro al 99% di Bioearth. Ricordo che già dal primo utilizzo ottenni risultati immediatamente visibili e che ve lo dico a fare, ciò mi spinse ad effettuare un secondo ordine. Pochi prodotti per volta, marchio dopo marchio, sempre con i piedi di piombo.

3. Qual è il tuo ultimo acquisto bio?
Ad oggi ho collezionato una bella schiera di prodotti bio, nell'ultimo ordine (clic) ho acquistato tre dei solari Alkemilla, la Lotion micellaire apaisante alla Calendula di SO'BiO étic, un olio abbronzante Monoi e Tiarè di Tea Natura e lo Shampoo Bio Gingko & Olive di Sante Naturkosmetik. Si prevede presto un ennesimo mega ordine, penso di essere malata.

4. Il prodotto bio di cui proprio non puoi fare a meno?
Sono tanti, direi anche troppi i prodotti di cui non posso più fare a meno da quando li ho scoperti. Direi che lo Scrub ai burri vegetali e melissa e la Maschera balsamica ristrutturante entrambi di Biofficina Toscana rientrino a pieni voti tra i mai più senza.

5. Che rapporto hai con le marche da supermercato che si autoproclamano bio?
Se ne vedono di ogni e spuntano come funghi, basta un'etichetta un tantino fuorviante per spingermi a toccare un prodotto. Penso che saper leggere un inci aiuti molto ma in passato, quando non sapevo ancora distinguere un estratto vegetale da una sostanza chimica ho preso tante di quelle patacche che non potete immaginare. Trovare tra i primi posti il dimethicone nella crema di una marca sconosciutissima che si fa chiamare BioCiccina è all'ordine del giorno, perché alla presunta azienda conviene fornire un'immagine rassicurante e naturale. Non so se quello del bio si possa esattamente definire "boom" perché di certo non è una moda ed oggi si ha più consapevolezza rispetto a ieri, ma qualcosa mi suggerisce che moltissime aziende pseudobio ci mangino un tantino su.

6. Qual è la marca che hai bandito dal tuo bagno?
Non sono così purista del bio fino a questo punto e non vivendo da sola, non ho il totale controllo di ciò che entra o esce dal mio bagno. Tuttavia influenzo relativamente gli acquisti di mamma, papà e fidanzato. Ma è una gran fatica, quel maledetto olio Johnson's è sempre lì in agguato nonostante abbia detto a mia madre che sui capelli non va messo.

7. Quando di inci ne sapevi poco o nulla, hai mai fatto qualcosa di cui ti sei pentita?
Di cotte e di crude. A cominciare dal famigerato olio Johnson's impiegato come olio abbronzante, penso sia stata quella la cosa più stupida che io abbia mai fatto, tutta colpa di mia cugina e della sua abbronzatura che volevo eguagliare a tutti i costi. Niente protezione sotto, neanche alle primissime esposizioni, perché ero convinta che usando anche le più basse tra le protezioni non avrei preso colore. Mai avuto una tintarella così intensa adesso che uso protezioni dalla 30 alla 50+. Ma penso che ci sia ancora tanta disinformazione a riguardo.

8. Quali sono i pregi e le soddisfazioni del passare ai prodotti bio?
Mentirei se vi dicessi che è stato semplice, non è affatto una passeggiata. I primi shampoo bio mi seccavano e increspavano tantissimo i capelli, erano intrattabili e pettinarli era impossibile. Poi i primi risultati: li vedevo stranamente spogli e spenti, il che è da collegare proprio al passaggio da chimico a bio. La differenza sta proprio nelle sostanze, quelle chimiche coprivano i capelli di una brillantezza e morbidezza data esclusivamente dagli ingredienti, una specie di pellicola invisibile che li rendeva apparentemente sani e forti, in realtà si spezzavano, ne perdevo tantissimi. Adesso brillano di luce propria, certo che le doppie punte non mancano perché non li taglio da due anni (ancora per poco) ma perdo pochissimi capelli e sono realmente morbidi, in quanto gli estratti naturali agiscono direttamente sul capello. Definirei gli shampoo chimici come una bella presa in giro ora come ora. 

9. Hai mai "spignattato"?
A parte che il solo termine mi sta antipatico perché lo ricollego immediatamente a Carlitadolce, a cui devo in parte il mio interessamento in materia, ma trovo che il suo approccio così come il suo seguito siano ridicoli ed esagerati. Insomma, non mi sognerei mai di gettare via il mio beauty case perché lo dice lei, piuttosto mi sforzerei di terminare prodotti che non ricomprerei più. Chiusa questa breve e triste parentesidolce no, non ho mai spignattato, il massimo che ho fatto è stato mischiare zucchero a bagnoschiuma o miele, zucchero ed olio d'oliva. Sinceramente, non fa proprio per me.

10. Controlli sempre l'inci dei prodotti che acquisti? Prima o dopo averli acquistati?
In genere mi fido ad occhi chiusi dei marchi che conosco e controllo l'inci quasi sempre dopo aver acquistato il prodotto in questione. Nel caso in cui decidessi di acquistare un prodotto da supermercato o da profumeria che non conosco, riesco a riconoscere un inci chimico da uno passabile.

11. Sei disposta a pagare di più per un prodotto bio? E perché?
Ci sono arrivata tardissimo, erano proprio i prezzi a frenarmi all'inizio oltre al dubbio che non mi avrebbero apportato alcun beneficio se non dopo mesi. Sarò concisa perché in realtà l'argomento è più vasto di quel che sembra. Se c'è una cosa di cui sono sicura è che preferisco spendere 9€ sapendo di finanziare la cosmesi bio italiana, tedesca, francese, piuttosto che spenderne 3,49€ finanziando una delle tante multinazionali che guardano solo ed esclusivamente alle loro tasche. Consideriamo che uno shampoo da 200 ml mi dura in media due o tre mesi e che in tal caso, favorisco la resa effettiva e tangibile del prodotto al prezzo invitante... Ecco, ad oggi preferisco spendere di più e meglio, che poco e peggio. 

12. Credi che questa del bio sia una moda passeggera o che le cose possano davvero cambiare?
Come già detto in precedenza sono convinta che questa non sia assolutamente una moda e che sicuramente oggi rispetto a ieri, si abbia più consapevolezza di cosa circola sulle nostre tavole, nei nostri bagni e nei nostri beauty case. Quella delle multinazionali è una battaglia già persa perché sarebbe praticamente impossibile dissuadere la casalinga dal non comprare il suo amatissimo shampoo Garnier, la ragazzina a non cedere alle creme Nivea e la mamma a non comprare più l'olio Johnson's per lenire i rossori del suo neonato. Non tutti sono disposti a pagare un po' di più e tutti sono convinti che gettando un prodotto non biodegradabile questo svanisca nel nulla.

13. Influenzi famigliari o amici nell'acquisto di prodotti bio?
Relativamente. Perché siamo tutti un po' viziati, presi in giro da pubblicità che ci promettono di avere capelli lisci come spaghetti anche se li abbiamo ricci e crespi, ci assicurano che finalmente ci libereremo della cellulite (anche se la tizia della pubblicità non sa neanche cosa sia, la cellulite), che la nostra pelle ringiovanirà di dieci anni in dieci giorni di utilizzo... Tutte promesse che presto tardi, prima o dopo allettano tutti, nessuno escluso, perché tutti noi abbiamo dei punti deboli, il mio era quello dei capelli lisci per esempio, che ho piastrato e maltrattato per anni. Sono giunta alla conclusione che, se sono nata con i capelli mossi vuol dire che sto bene così. Più che influenzare a comprare, riesco ad influenzare a non comprare. Se lo vedi in tv, vuol dire che sotto c'è qualcosa di grosso e se c'è qualcosa di grosso vuol dire che i mezzi usati per ottenere quel determinato prodotto non sono del tutto leciti o condivisi da chi sostiene un pianeta pulito,

14. La tua scelta bio si estende anche al make up?
Non totalmente. La base è quasi esclusivamente bio, mentre per ombretti e rossetti mi lascio tentare dalla resa data da un inci meno pulito ma più efficace. Sarebbe impensabile per me, limitarmi ai rossetti bio quando ci sono centinaia di rossetti MAC là fuori. Ma sono comunque ben disposta a provare di tutto, quel che mi influenza su ombretti e rossetti sono innanzitutto colore e finish.

15. Cosa vorresti trovare nella tua bio profumeria ideale?
Tanti dei marchi che uso nel quotidiano e che acquisto spesso e volentieri, come Biofficina Toscana, Alkemilla, Bioearth, Il Calderone di Gaia, Benecos, Couleur Caramel, Neve Cosmetics, La Saponaria. E tanti altri ancora di cui non ho ancora provato nulla come Antos, Biomarina, Alga Maris, Maternatura... Purtroppo nella mia città il massimo a cui posso aspirare è NaturaSì, ma non mi lamento.



Spero che la riproposta di un tag vecchiotto vi faccia piacere e che decidiate di partecipare tramite un post o un video. Il tag ad altri blog come ho già detto è facoltativo ma un po' per avviarlo ed un po' per curiosità taggo cinque blogghère di mia fiducia delle quali mi piacerebbe tanterrimo leggere le risposte: Redditude, misshaulIl Mondo di Ciulla, Véronique Biologique e Nature & Other Stories



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