I miei capelli: vita, morte e miracoli

10 agosto 2013

Ok, prendetela come una specie di psicoanalisi personale. Sono ormai giunta ad un'età in cui so cosa voglio (almeno per i capelli) e non intendo fermarmi per nessun motivo. In questo post vi racconterò i trascorsi dei miei capelli: com'erano, cos'hanno subìto, come sono e come ne prendo cura. Non sono sicura che possa interessarvi ma come ho già detto è un resoconto che voglio fare per me stessa, per rendermi conto di quanto impegno ci sto mettendo.

Com'erano, once upon a time 
Quando ero piccola i miei capelli erano di un biondo medio rame, quasi sul rosso e boccolosi. Con il tempo sono cresciuti parecchio ed in prima o seconda elementare ero arrivata a portarli sotto al sedere. Scoppiò il boom di Fantaghirò e potete immaginare che danno avrei fatto da lì a breve. In parte, sono riuscita a recuperarne la lunghezza ma non sono mai più tornati come prima. Giunta alle medie dove tutte o quasi li avevano dritti come spaghetti, ho iniziato a pettinarli nei peggiori modi possibili, spazzolarli e piastrarli come se non ci fosse un domani. Il risultato è che avevano perso ogni tipo di elasticità, diventando sempre più sottili. In seconda media convinsi la mia parrucchiera a farmi dei colpi di sole e poco dopo divennero quasi tutti biondi ma quel biondo a me proprio non piaceva. In prima superiore il primo danno: per coprire quel biondo paglierino che odiavo la parrucchiera me li tinse di un biondo carota terribile, e lì piansi. Poco tempo dopo iniziai a scurirli da una nuova parrucchiera, dapprima cappuccino, poi nero blu e infine neri corvini. Non era rimasta l'ombra della forma naturale dei miei capelli a causa della piastra che utilizzavo ogni giorno; a quel punto le doppie punte spuntavano come funghi. Passata la mia fissa per il dark, ho chiesto un decapaggio alla mia parrucchiera, iniziando a schiarirli gradualmente fino a raggiungere un rossiccio. La sottoscritta era così in fissa con il colore dei capelli che li tingeva ogni mese (manco li avesse bianchi) e quindi diventavano sempre più sottili e meno elastici.
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